LAVORI CONDOMINIALI: BONUS RISTRUTTURAZIONE 2018

Mar 22, 2018News

Fino al 31 dicembre 2018, per i lavori di ristrutturazione, sarà possibile usufruire della detrazione Irpef al 50% per interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali, elencati all’articolo 1117/1,2,3 del Codice Civile. Tra questi troviamo le fondazioni, i tetti, le scale, i portoni d’ingresso, i portici, i cortili, gli ascensori, le fognature eccetera… Ricordiamo che il limite massimo di spesa non deve superare i 96.000 euro per poter fruire della detrazione.

Elenchiamo ora i tipi di interventi su parti comuni che rientrano nella detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione:

  • Manutenzione ordinaria come ad esempio la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage;
  • Manutenzione straordinaria come ad esempio l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, il rifacimento di scale e rampe, la costruzione di scale interne;
  • Ristrutturazione edilizia come la modifica della facciata e la realizzazione di una mansarda o di un balcone.

L’approvazione della delibera relativa all’esecuzione dei lavori, insieme alla tabella millesimale di ripartizione della spessa è necessario sia approvata dall’assemblea condominiale. La detrazione fiscale spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’irpef dovuta per l’anno in questione.

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Per avere l’agevolazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Tra i documenti da conservare ed esibire occorre che vi sia la domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito), le ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta, nonché la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese, la dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi ed eventuali abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera).

Il pagamento delle spese deve avvenire con bonifico bancario o postale in cui vanno indicati specificatamente la causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986), insieme al codice fiscale del beneficiario della detrazione e al codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. I condomini che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non possiedono un codice fiscale – tale obbligo sussiste quando il condominio presenta meno di 8 unità immobiliari –  possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni.

L’Agenzia delle Entrate infatti ha precisato che il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o Posta). Se manca il codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico. Il contribuente dovrà dimostrare poi, in sede di controllo, che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio. Se per la presentazione della dichiarazione si rivolge a un Caf o a un intermediario abilitato, è tenuto ad esibire, oltre alla documentazione generalmente richiesta, un’autocertificazione che attesti i lavori effettuati e che indichi i dati catastali degli immobili del condominio.

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