Adeguamento Istat, cos’è e come si calcola

Spesso durante la stipula dei contratti ci viene chiesto cosa sia o come funzione l’ adeguamento istat. Vi proponiamo quindi questa lettura dove viene spiegato in modo semplice di cosa si tratta.

L’adeguamento Istat è un sistema attraverso il quale i prezzi vengono adattati al costo della vita, procedimento necessario visto che l’inflazione incide sui costi dei beni al consumo delle famiglie italiane. I canoni da corrispondere per le locazioni immobiliari rientrano tra quei “beni” che necessitano di periodici adeguamenti, attraverso lapplicazione del Foi, un indice che si riferisce ai consumi delle famiglie di impiegati o operai.

L’adeguamento dei canoni però non è sempre uguale, ma cambia in base al tipo di contratto di locazione. Per il calcolo dell’adeguamento oggi è possibile ricorrere a diversi strumenti di conteggio on line, che dopo l’inserimento e la selezione dei dati principali (importo del canone, periodo di adeguamento e percentuale di adeguamento da applicare), restituiscono il risultato in pochi secondi. Chi non dovesse sentirsela si sperimentare questi tool, può rivolgersi a un professionista.

Adeguamento Istat: definizione

L’adeguamento Istat, come suggeriscono i termini stessi, è un meccanismo che rivaluta, su base annua, il costo della vita. Si parla precisamente di adeguamento Istat, perché  ad effettuare la rivalutazione è l’Istituto Nazionale di statistica.

Ma che cosa fa precisamente questo Istituto e perché? L’Istat grazie ai dati raccolti attraverso ricerche e censimenti, monitora e definisce le variazioni del costo della vita, in base a specifici panieri, che tengono conto di determinati beni di prima necessità. Costi che variano al variare della disponibilità delle materie necessarie a produrli, dalle decisioni politiche del governo di turno e dalla previsione di nuovi tributi. Tutti saranno infatti d’accordo sul fatto che, il pane, ad esempio, che rappresenta il bene di prima necessità per eccellenza oggi, non costa certo come negli anni 80. Per questo interviene l’adeguamento, per adeguare, appunto, certi prezzi particolarmente significativi al costo della vita corrente della popolazione.

Adeguamento Istat: canoni di locazione

L’adeguamento Istat viene applicato a diversi prezzi, ma in questa sede ci occupiamo solo di quelle che hanno ad oggetto le locazioni immobiliari. Chi vive in affitto sa bene infatti, che l’indice Istat è applicato per adeguare il canone di locazione al costo della vita, visto che va a modificare l’importo  dovuto dal conduttore al locatore. Ai canoni di locazione in particolare si applica il Foi, ovvero l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. L’indice viene pubblicato regolarmente sulla Gazzetta Ufficiale, così come previsto dall’art. 81 della legge n. 392/1978.

Contratti di locazione e misura dell’indice di rivalutazione

In base al tipo di contratto di locazione, varia la misura percentuale di adeguamento Istat da applicare al canone:

– 75% per i contratti di locazione ad uso abitativo e per gli immobili destinati allo svolgimento di attività industriali, commerciali e artigianali di interesse turistico, stipulati prima del 30 dicembre 1998;

– 100% invece, previo accordo tra le parti, per i contratti di locazione stipulati successivamente al 30 dicembre 1998.

In caso di contenzioso, se nel contratto è assente la clausola che stabilisce la misura della rivalutazione, quest’ultima viene calcolata nella misura del 75% dell’indice Istat (Foi) al netto dei tabacchi.

Come si calcola l’indice Istat

Per il calcolo della variazione Istat è possibile ricorrere ai tanti tool online che permettono, attraverso l’inserimento dei dati richiesti, di calcolare l’adeguamento annuale Istat di qualsiasi canone rispetto all’anno precedente, con decorrenza della rivalutazione dal mese indicato.

Ora, supponendo di dover rivalutare un canone di 1000 euro a partire dal luglio del 2018, per il calcolo si dovrà tenere conto della misura della variazione dell’indice dal luglio del 2017 fino al luglio del 2018. In questo caso la variazione intervenuta è pari all’1,5%. Il 75% di 1,5 darà come risultato 1,125. Moltiplicando questo risultato per 1000 euro, che è il canone da rivalutare, si ottiene l’importo della rivalutazione, che è pari a 11,25 euro. Sommando la rivalutazione di 11,25 euro all’importo del canone da rivalutare di 1000 euro si ottiene il valore del canone già rivalutato in base all’adeguamento Istat.

Fonte articolo: https://blog.casa.it/

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